fabio e federico carnovale

Il relitto del Nasim II  

Il Nasim II Ŕ un relitto molto conosciuto nel centro Italia, si trova a Giannutri a -50/-60 mt. L'immersione Ŕ impegnativa per la profonditÓ ma relativamente facile per lo svolgimento. Si tratta infatti di un'immersione quadra, si scende lungo un pedagno assicurato a un'elica del relitto a quasi -50, si visita la nave, riversa su un fianco, arrivando fino alla prua ed eventualmente esplorandone una parte dell'interno (quest'ultima soluzione Ŕ riservata per˛ ai pi¨ esperti e dotati di miscele o rebreather), durante la traversata dello scafo nella sua lunghezza si possono osservare delle automobili, il carico della sfortunata nave, sul relitto stesso e sul fondale sabbioso a -60. 

La discesa, come la salita, avvengono lungo un robusto pedagno al cui cima rende anche meno difficile l'immersione in caso di corrente. La nave Ŕ riversa sulla murata di sinistra e tutti i tipi di organismi marini la colonizzano.

Si riconosce in prossimitÓ della prua una Fiat 132, vettura degli anni '70 trasportata dalla Nasim per il mercato dell'usato in Nordafrica.

Sul relitto Ŕ presente una Mercedes, anch'essa parte del carico della nave.

Si riconoscono i paranchi per la scialuppe che devono aver fatto il loro dovere: nell'incidente non vi furono vittime.

 

               

 

La prua: si presenta deformata probabilmente dall'impatto contro gli scogli di Cala Maestra avvenuto nel 1976

 

Il rebreather costituisce una ottima soluzione per l'esplorazione del relitto in maniera corretta e completa.

Le lamiere delle auto sono completamente corrose, resistono ancora le parti strutturali delle carrozzerie.

 

 

 

 

 

Questo scorfano ha trovato confortevole e sicuro il vano motore di un'automobile

 

 

 

Cavi e paratie sono colonizzati da tutte la forme di organismi, qui vediamo una concentrazione di claveline.

Lungo la parete antistante al relitto sono sparsi relitti di altre automobili che conducono, dalla terra ferma, alla nave. Queste sono visitabili in un'altra immersione da effettuare iniziandola dalla prossimitÓ alla terraferma.

 

 

Si ringrazia l'Argentario Divers per l'ottima organizzazione delle immersioni su questo relitto, in particolar modo Simone Nicolini e Stefania Mensa, titolari del diving. 

Foto: Fabio Carnovale, 

Nikon D810, Flash Subtronic x 2

Obiettivi 16mm Nikkor e 17-35 Tokina