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Nikon d350s  obiettivo  nikkor 60mm micro oblò piano f16 1/200 flash Subtronic Gamma

  Come abbiamo visto nella sezione dedicata alla correzione dell'aberrazione cromatica, un problema che può ridurre la qualità dell'immagine è proprio quella tendenza a suddividersi nei colori dello spettro cromatico visibile sopratutto nei soggetti chiari con sfondo scuro, o viceversa. In pratica, si tratta dell'effetto causato dal classico prisma sul raggio di luce bianca, questa si scompone nei colori che la costituiscono, tale effetto è tanto più evidente nelle zone periferiche dell'immagine.  
   
Vediamo l'angolo superiore destro dell'immagine (riquadro rosso nella foto in alto), ingrandito al 300% (niente paura: osservando l'immagine alla grandezza naturale e alla distanza giusta non si nota quasi) senza nessuna correzione digitale dedicata a questo tipo di problema si nota la scomposizione del bianco dell'astrospartus in diversi colori. Questo è un problema che si verifica in misura diversa a seconda della qualità dell'obiettivo anche fotografando nel nostro ambiente più naturale: l'aria. Le lenti hanno un indice di rifrazione diverso per le differenti lunghezze d'onda della luce, una lente singola di vetro produrrà questo fenomeno molto di più di un obiettivo le cui lenti sono costruite con materiali appositamente studiati per minimizzare il fenomeno. In più, lenti di diverso materiale e diverso indice di rifrazione degli obiettivi sono spesso accoppiate tra loro per compensare l'una le aberrazioni dell'altra. Vedendo lo schema ottico degli obiettivi notiamo i doppietti acromatici: sono costituiti da due lenti di vetro diverso, talvolta può essere aggiunta una ulteriore lente alla fluorite o alle terre rare, in questo caso l'obiettivo è definito apocromatico. In questo modo si ottengono degli ottimi compromessi (non ancora la perfezione) che limitano moltissimo il problema. Poi ci siamo noi fotografi subacquei a rovinare tutto specialmente quando usiamo, come in questo caso, un oblò piano, per cui vediamo come possiamo ridurre, con le regolazioni digitali, il problema.

La fotografia subacquea, in special modo quando si utilizzano gli oblò piani, è il classico elefante nel negozio di cristalli, che distrugge i delicati equilibri ottenuti in secoli di progettazione (il doppietto acromatico è stato inventato nel '700 per utilizzo in campo astronomico). Ma in questi ultimissimi anni c'è l'elaborazione digitale ad aiutarci, in maniera rilevante, con le possibilità di correzione delle aberrazioni in post-produzione. Inutile ribadire che anche in questo caso, utilizzare il file RAW, che contiene tutte le informazioni del file, è sicuramente un vantaggio, ma anche con files già elaborati è possibile ridurre il difetto.

   
     
   
  Con Camera Raw, all'apertura del file RAW, si applica la correzione "Fix red/cyan fringe" e "Fix blue/yellow fringe"al menù Lens Correction e si eliminano i colori parassiti. A questo punto l'immagine può essere aperta sul programma. A causa dell'esasperazione dell'aberrazione cromatica indotta dall'oblò piano ed al fatto che ci troviamo a che fare con un soggetto bianco su sfondo scuro, entrambe la regolazioni devono essere regolate al massimo, 100%, ma questo raramente è necessario, di volta in volta valuteremo la quantità di correzione da applicare evitando di esagerare creando dei nuovi aloni indesiderati . In questo caso vediamo come nonostante la regolazione sia impostata su valori massimi non è sufficiente ad eliminare completamente il problema. Una volta aperto il file, si potrà poi agire sul filtro "lens correction" per migliorare ulteriormente il difetto. Esistono molte altre metodiche, anche complesse (ma poi non così tanto), che utilizzano maschere e filtri  per correggere questa aberrazione, anche utilizzando files non RAW. Vi consiglio di approfondire questa tematica per migliorare più possibile questo aspetto che nella fotografia subacquea, dato il passaggio della luce dal mezzo acqua al mezzo aria, si rivela piuttosto rilevante.  
     
   
  Un'altra "pulitina" ai colori indesiderati ottenuta tramite l'applicazione del filtro "lens correction" dopo l'apertura del file.  
     
   
  Nelle parti centrali (riquadro verde) dell'immagine il problema non si verifica, per approfondire questo vai alla sezione del sito "La Correzione". In questa zona non si vedono, nonostante l'ingrandimento 300%, significative sfrangiature come ai bordi, anche senza applicare nessuna correzione (valori della correzione cromatica 0) come in questa anteprima del RAW.  
     
   
  Qui vediamo il programma freeware Raw Therapee, In alto senza regolazione, in basso dopo l'intervento, prima di aprire il file. le possibilità di controllo della aberrazione cromatica sono anche qui piuttosto ampie, considerando l'entità del difetto, che per la fotosub è molto maggiore che nella fotografia terrestre, dovendosi aggiungere, come detto, alle aberrazioni dell'obiettivo quelle del passaggio aria-acqua.  
     
   
     
   
  Qui in alto vediamo un caso con minore aberrazione del precedente: nel riquadro giallo vediamo come il ramo della gorgonia dia luogo a colorazioni parassite da un lato e dall'altro del corpo centrale di colore chiaro.  
   
  L'ingrandimento.  
   
  Se aumentiamo troppo i valori di elaborazione otterremo un difetto simile a quello che vogliamo correggere, ma con i colori invertiti.  
     
   
  Con una correzione giusta riusciamo a ridurre efficacemente il difetto.  
     
   
  Analizziamo schematicamente cosa avviene: Nel disegno rappresentiamo una singola lente semplice per praticità. Le aberrazioni cromatiche possono essere di tipo longitudinale o laterale, nelle prime, disegno in alto, il problema è costituito dalla messa a fuoco su piani diversi delle frequenze che compongono la luce bianca, la correzione digitale di questo difetto non è il tema di questa trattazione.  
     
   
 

L'aberrazione laterale invece riguarda un problema di deviazione differenziata delle frequenze di luce. Se le frequenze fossero deviate tutte con il medesimo angolo, si avrebbe un ingrandimento dell'immagine nel passaggio acqua-aria senza significative aberrazioni, ma non essendo così e deviando in maniera differente le diverse frequenze, queste causeranno una scomposizione dell'immagine, la luce bianca sarà frammentata nei colori fondamentali, come il classico prisma (vedi sezione:"la correzione").

Quest'ultima è quella che ci interessa nella fotosub perché causata in maggior parte dal passaggio della luce dal mezzo più denso, l'acqua, a quello meno denso, l'aria,

 
     
   
  Vediamo in condizioni "normali" cioè utilizzando un obiettivo nel modo per il quale è stato progettato, ovvero in aria. La lente, per quanto ottima, è uno zoom estremo (18-200) per cui qualche compromesso deve pur averlo: andiamo ad analizzare la classica "pagliuzza" e vediamo come un difetto cromatico, all'ingrandimento, appare.   
 

Nikon d200  obiettivo  Tamron 18-200mm f16 1/250 iso 200

 
   
  In alto, prima di applicare la correzione.  
   
  Con una moderata correzione si ottiene l'effetto voluto, mantenendo un'ottima qualità